Statistiche siti web per l'analisi dell'audience

 

Più volte, su questo sito, ho sottolineato come la misurabilità sia una delle caratteristiche fondamenti dell’ attività online. Le statistiche dei siti web fanno riferimento alle tecniche di controllo del traffico di un sito: sono dunque uno strumento straordinario per giungere ad una valutazione dell’efficacia delle strategie adottate, al fine di migliorare le perfomance del tuo sito.

statistiche sito webChiunque abbia un sito web, bello o brutto che sia, può installare un codice di monitoraggio e farsi un'idea in merito al numero ed alla provenienza dei propri visitatori.

Se però vogliamo ragionare in maniera professionale, e parliamo di web analytics in senso compiuto, la stima di questi pochi parametri non sarà più sufficiente. Occorre "alzare l'asticella", non tanto dal punto di vista della cruda rilevazione dei dati di audience, quanto dal punto di vista dell'interpretazione degli stessi dati.

La web analytics deve essere in grado di miscelare tecnologie e metodi di lavoro, finalizzate a trasformare le metriche in uno strumento di business intelligence: i dati sono i numeri che, correttamente interpretati con criteri oggettivi, ci indicano come il sito sia allineato agli obiettivi aziendali prefissati in sede di pianificazione della nostra strategia.

Un corretto processo di misurazione dei dati web é fondamentale: per una migliore gestione delle campagne promo-pubblicitarie non basta sapere che abbiamo incassato di più di quanto abbìamo speso. Occorre discernere il traffico di quelle keywords che hanno generato più visite rispetto a quelle che, pur generando meno visite, hanno ottenuto dei risultati migliori.

Focalizzare l'attenzione sulle giuste metriche ci permette di capire cosa funziona e cosa non funziona nel nostro business, evitando sprechi di denaro. 

Lo scopo primario dell'attività di analisi sarà comprendere al meglio i risultati degli investimenti profusi sul nostro sito. Ma non solo. Dalla stessa analisi emergeranno indicazioni rilevanti circa i diversi ambiti di lavoro: l'user experience, il content marketing, il lavoro Seo/Sem etc.

Quali sono i dati più importanti per le statistiche di un sito ?


Partiamo da un concetto semplice. Sul nostro sito possiamo avere tutte le visite di questo pianeta, ma se non convertono, purtroppo, serviranno a ben poco.

Per una buona campagna promozionale dobbiamo essere in grado di tracciare quei percorsi di navigazione che portano ad un obiettivo. I nostri assets digitali dovranno essere settati per poter svolgere, a posteriori, l'attività di remarketing.

Avere un' adeguata base numerica non guasta, anzi é necessaria. Occorre però che queste visite vengano correttamente interpretate.

Prendiamo ad esempio i dati di Google Analytics, servizio gratuito e professionale. Per poter consultare le statistiche di un sito basta avere un account Google e registrarsi al servizio, al seguente URL. Osserviamo adesso i dati di un sito che abbiamo creato per un nostro cliente anni fa. Nel corso del 2015, sullo stesso, sono state registrate oltre 100.000 visite. Quasi 300 visite giornaliere. Non male per un settore di nicchia.

google analytics

 

Iniziamo a capire da dove provengono principalmente queste visite.

Ecco le principali sorgenti di traffico del sito (100.986 visite)

Analizziamo singolarmente i tre maggiori canali di traffico.

richiedi report visite sito

Traffico organico dai motori di ricerca

Se osserviamo il numero totale di visite non é difficile comprendere come una grossa fetta del traffico provenga dai motori di ricerca. E' evidente che un 85% degli accessi sia riconducibile ad una sorgente di natura organica sui motori. Questa distibuzione indica chiaramente che il sito che abbiamo di fronte é ben posizionato nelle varie pagine su cui compare nelle varie serp (da Google in primis ma non solo).

Tuttavia, un numero elevato di visite, da solo, potrebbe non essere sufficiente ad ottenere un reale e concreto vantaggio competitivo. Questo perché, se é vero che numerosi accessi provenienti da termini molto generici trovano riscontro sulla pagina, é pur altrettanto vero che spesso queste generiche richieste non si rilevano strettamente pertinenti con i contenuti del sito. E che potrebbero servire a poco.

Se osserviamo il numero di visite, é fondamentale approfondire ed incrociare, in maniera reiterata, i seguenti dati:

  • Visite nuove;
  • Visite di ritorno;
  • Visite con conversioni;
  • Visite senza rimbalzo.

Queste sono metriche che ci permettono di capire "quanto valide" siano le visite.

Il raffronto tra le visite uniche e quelle di ritorno ci dice quanto il nostro sito sia in grado di fidelizzare i propri utenti. Avere un rapporto percentuale elevato tra visite di ritorno/visite totali ci dirà che i contenuti che offriamo sono in linea con le aspettative dei visitatori. Se saremo in grado di riportare gli utenti sul sito più di una volta, allora verosimilmente, significherà che abbiamo creato pagine interessanti, ben organizzate e spesso aggiornate che generano utenti affezionati.

Per contro, avere un rapporto percentuale basso potrebbe essere un primo campanello d'allarme da non sottovalutare. Potrebbe essere sintomo di un sito che, pur essendo molto visitato perché ben posizionato, sarà ritenuto scarsamente interessante o poco in linea con quanto ricercato. E di conseguenza, poco rivisto.

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Le visite con conversioni sono chiaramente quelle più difficili da ottenere. Un conto é ottenere migliaia di visite fini a se stesse, per il solo gusto di "riempirci la bocca". Altro paio di maniche é avere un sito che genera conversioni che portano risultati economici. Come ho descritto in questa pagina, un sito che procura clienti deve mettere in moto delle profonde riflessioni.

Le visite con conversioni sono quelle visite dove l'utente ha eseguito un'azione specifica dopo aver visitato una pagina predefinita. Una conversione non deve essere necessariamente un acquisto. Può essere un'iscrizione ad una newsletter, una richiesta di informazioni o di preventivo. Questa azione, tecnicamente definita "call to action", é essenziale per capire "come aggiustare" il tiro, per migliorare la nostra efficacia persuasiva. Un tasso di conversione basso può dipendere da una miriade di fattori, anche strutturali. Individuare ed ottimizzare gli elementi che concorrono ad un buon conversion rate é essenziale per raggiungere i propri obiettivi.

Osservando il flusso di navigatori possiamo capire quanti navigatori, giunti al nostro sito, abbandonano senza interazioni con altre pagine. Partiamo da un presupposto, la frequenza di rimbalzo é una costante per ogni sito. Per quanto ci possiamo adoperare al massimo, un certo numero di visitatori se ne andrà dopo la prima pagina visitata.

Un sito con un'alta percentuale di navigatori che abbandonano dopo aver visitato una sola pagina é un sito con una frequenza di rimbalzo elevata. Un'alta frequenza di rimbalzo può alludere a due differenti situazioni.

Da una parte l'utente potrebbe avere trovato esaurienti le informazioni ritrovate sulla pagina, dall'altra invece potrebbe non avere trovato le informazioni cui necessitava e aver deciso di migrare verso altri lidi. Qua entra in gioco la nostra capacità di analizzare i dati. Analizzare la frequenza di rimbalzo é un fenomeno importante, occorre però che il raggio di azione si estenda a tutta una serie di altri fattori.

Facciamo un esempio. Ho una pagina interna ad un sito di promozione turistica che, tra le tante, ne ha una che parla degli eventi in programma, e gli utenti vi accedono dirattemente in maniera organica, tramite i motori, digitando "Eventi al lago di Como". In questo caso, trattandosi di una richiesta così specifica come quella delle date aggiornate degli eventi, l'utente abbandonerà il sito dopo aver carpito queste poche informazioni. Si tratta chiaramente di un falso positivo.

Differente é la situazione in cui la nostra home page abbia una frequenza di rimbalzo elevata. Se osserviamo che, in concomitanza ad un'alta frequenza di rimbalzo vi é un tempo medio di permenza sulle pagine basso, allora siamo di fronte ad una situazione da risolvere.

Traffico dai link esterno o referral

I referral sono sorgenti esterne che hanno indirizzato gli utenti sul nostro sito. Se osserviamo i singoli referral saremo in grado di capire da quale precisa pagina sono partiti i visitatori giunti sul nostro sito. Sono utenti che arrivano da un sito esterno che non é né un motore di ricerca né un social network. Un esempio di referral può essere un link da un video che abbiamo caricato su youtube o da qualsiasi altra piattaforma di video sharing.

Traffico diretto

Indica gli utenti che sono giunti direttamente, senza passare da siti esterni, motori di ricerca o social network. Sono quegli utenti che conoscono l'url e lo digitano, oppure chi lo ha richiamato dai preferiti o dalla cronologia del proprio browser.

Come si analizzano i dati di un sito e come tradurli in scelte strategiche per aumentare il Roi

Abbiamo visto come la raccolta dei dati sia solo un punto di partenza. Raccogliere dei dati é essenziale, ma é ancora più importante usare i medesimi dati per poter scegliere al meglio. La crescente importanza delle statistiche dei dati di traffico ha un senso se questo groviglio di dati verranno "opportunamente letti e trattati". Le metriche devono essere sapientemente combinate con le dimensioni. Le metriche sono dimensioni quantitative, le dimensioni cono invece attributi dei medesimi dati quantitativi.

Spesso assisto a situazioni dove ci si concentra solo sugli aspetti numerici delle visite. Un elevato numero di visite di breve durata alla home page, ad esempio, può significare che molti visitatori sono capitati lì per caso od errore. Questo può essere dovuto ad un posizionamento sui motori di ricerca impreciso oppure ad una grande visibilità esterna del nostro sito.

Può accadere che l’immagine con cui il sito viene presentato in rete non corrisponde ai contenuti effettivi. A questo riguardo é fondamentale sottolineare che é inutile investire per dare visibilità al nostro sito se poi non siamo in grado di offrire ciò che promettiamo: questo porta ad un'enorme spreco di risorse.

Questo approccio indiscriminato lo trovo sbagliato. Nel mio piccolo, per la mia attività, ho cercato di raccogliere un'utenza targettizzata, al quale posso risolvere un problema: quello di avere un sito e-commerce di successo perché visitato ben posizionato. E su questo segmento di pubblico concentro i miei sforzi.

Stabilire a priori parametri di riferimento assoluti per valutare la giusta direzione non é sempre uguale. Se ho un sito incentrato sulla commercializzazione di un macchinario costoso e specifico per l’industria tessile, poche decine di contatti mensili potrebbero essere considerate già un buon un buon risultato. Diversa invece é la situazione di un sito che si autofinanzia con la vendita di spazi pubblicitari, in questo caso saranno necessaru almeno un migliaio di visite giornaliere ed un numero mensile di pagine viste di oltre 30.000 unità. Eppure molti gestori di siti web non analizzano questi dati, o lo fanno in modo approssimativo e incompleto.

La giusta valutazione degli accessi al sito ci permette di tracciare un identikit dei suoi visitatori, dei loro interessi, delle dinamiche di fruizione che realizzano: in questo modo possiamo capire la capacità di mantenere l'interesse degli utenti per il nostro sito e valutare eventuali successivi cali di traffico. Inutile sottolineare come quest'analisi ci permette di capire quale tipologia di utente può essere maggiormente redditizia, lavorare su una specifica nicchia di utenti é un'attività di marketing che può rivelarsi altamente profittevole.

Carpire queste informazioni é linfa vitale per il nostro business:  é come se il direttore di un giornale potesse sapere esattamente quante persone leggono quali articoli, a che ora, in che ordine, con che frequenza, e così via. Cosa aspetti?

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